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fotografie di Antonio Grella
Museo della Civiltà Rurale
Il Museo è inserito in un preciso progetto di recupero delle tradizioni e delle memorie della civiltà agro-
Il percorso museale si articola su diversi temi: le balie da latte (uno dei lavori più significativi della cultura verolana), la ricostruzione di una vecchia cucina degli inizi del cessato secolo, gli attrezzi del cacciatore spesso di frodo, del boscaiolo e del contadino. Gli ultimi tre ambienti sono dedicati alla vita del pastore (sovente transumante verso le Paludi Pontine), alla vendemmia e alla raccolta delle olive (l'olio è stato, per secoli, il principale cespite dell'entrate dei Verolani). Sono, inoltre, esposti gli attrezzi tipici del ciabattino, lavoro che si svolgeva solo all'interno dell'abitato in quanto gli abitanti del contado si autofabbricavano, con pelli di varia provenienza (bovina, bufalina, caprina, ovina e suina), le ciocie, calzari di probabile origine romana e diffusi in Abruzzo, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Toscana, nonché in Albania, Macedonia, Romania e Russia. Interessante anche il bancone del falegname, che a Veroli vanta una tradizione secolare e del fabbro. L'artigianato artistico del ferro è un'altra caratteristica del centro che oggi ospita l'importante Biennale.
Unico nel suo genere l'armadio con gli strumenti del medico condotto, prezioso punto di riferimento specie per quanti vivevano in campagna.
Di notevole interesse storico-